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FRANCESCO CONSIGLIO

riscritture

DON FERRANTE 2.0 2.0
Consiglio riscrive Manzoni

LORO hanno aiutato la Nasa a simulare il primo sbarco sulla Luna. Le immagini degli allunaggi trasmesse in tv il 20 luglio 1969 sono riprese cinematografiche fatte in studio e prodotte dalla Metro Goldwyn Mayer con la regia di Stanley Kubrick.

LORO sanno che Hitler è vivo, ha scoperto il siero dell'immortalità e si nasconde in una base nazista in Antartide. Tutte le sere organizza festini a base di sesso e superalcolici con Elvis, Michael Jackson, Moana Pozzi e l'orsetto Ted.  

LORO hanno ucciso John Lennon perché aveva scoperto che le famiglie più potenti della Terra sono imparentate con i rettiliani, i cattivissimi abitanti del pianeta Alpha Draconis. I fatti dell'11 settembre furono la conseguenza di una lite tra il ramo terrestre della famiglia Bush e quello alieno.

LORO pilotano aerei da cui spruzzano sostanze chimiche che alterano la percezione della realtà negli esseri umani.

LORO riescono a modificare il clima, provocando terremoti o alluvioni.

LORO hanno inventato il neuralizzatore che cancella la memoria, il collare traduttore per cani, la pillola per l'apprendimento istantaneo, il maggiordomo da tasca e gli occhiali a raggi X per vedere le donne nude. Di quest'ultima invenzione, negli anni Settanta fu messa in vendita in Italia una versione truffa a 2500 lire, pubblicizzata con lo slogan: "Per tutte le ragazze sarà un fuggi fuggi generale".

LORO sono i responsabili della morte di Ferrante Ciccocioppo, un disoccupato di Caceovo degli Abruzzi detto il professore, star della tv locale Pecorai Play.

"Il coronavirus è il più grande e malvagio business della storia dell'umanità!" gridava Ferrante dal suo scranno televisivo, insultando chiunque osasse contraddirlo.

"L'epidemia finirà quando sarà reso obbligatorio un vaccino per sette miliardi di pazienti!" profetizzava, sputando le sillabe a 160 km orari, con una tale quantità di goccioline di saliva che, se fosse stato infetto, avrebbe contagiato… no, direttamente ucciso ogni essere umano nel raggio di cento metri.

"LORO aiuteranno i boss delle case farmaceutiche a diventare padroni del mon…"

A volte non riusciva a finire le parole perché un nodo di tosse lo strozzava. Ma non si dava per vinto: sputava in terra, imprecava e via di nuovo con le sue tiritere, con la sua pretesa di saperla lunga mentre gli altri erano tutti creduloni.

"Sono andato all'ospedale, ho cercato l'unico malato di coronavirus, un pensionato di novantadue anni, e gli ho stretto la mano. Con il mio passato da atleta, se anche fossi infettato dal virus, non avrei niente da temere. NIENTE! NIENTE! NIENTE! E questo vale per tutti gli italiani, con l'eccezione di qualche vecchio decrepito che morirebbe per un banale raffreddore!"

Decibel altissimi, orecchie in frantumi. Questo si rischiava, non avendo l'accortezza di abbassare il volume prima che l'urlatore desse inizio al suo infamity show.

I telespettatori amavano quel vomito ininterrotto di parole, e anche i più colti, dopo essersi sciroppati ore e ore di seriose trasmissioni sui canali nazionali che riproponevano lo strazio di tragedie troppo grandi e inaccettabili, preferivano sintonizzarsi su Pecorai Play e godersi un po' di avanspettacolo. 

Il professore – non si è mai capito di che cosa ma lo chiamavano tutti così – aveva gli occhi come palle da biliardo, sporgenti e lucidi, e la faccia cerea di uno che in tutta la sua vita si era abbronzato solo con la lampada al neon che illuminava la sua scrivania. Di lui si sapeva che era vedovo, viveva con la madre e passava molte ore nel suo studio, dove aveva una raccolta di libri considerevole, poco meno di trecento volumi: tutta roba scelta, tutte opere delle più apprezzate, in varie materie; in ognuna delle quali era più o meno versato: alchimia, astrologia, creazionismo, criptozoologia, cristallomanzia, geomanzia, lottologia, numerologia, piramidologia, rabdomanzia, spiritismo.

Ma se, in tutte le scienze suddette, Ferrante Ciccocioppo poteva dirsi addottrinato, una ce n'era in cui meritava e godeva il titolo di professore: la dialettica fumigatoria di chi vede complotti dappertutto ma non sa indicarne i responsabili, se non genericamente.

Chi sono i manovratori del Nuovo Ordine Mondiale? LORO! Chi fa parte del Cerchio Magico della Finanza Occulta? LORO! Ma se vogliamo prenderli a sberle, a chi dobbiamo presentarci? A LORO!

Mentre il coronavirus mieteva vittime in ogni angolo di mondo, il professore alimentava la sua contronarrazione, e per protesta contro i decreti del governo che obbligavano i cittadini a rimanere a casa e le aziende a chiudere, si era fatto una passeggiata per il corso del paese con un cane di peluche al guinzaglio, rimediando una multa di 450 euro e una denuncia penale.

Il giorno dopo, durante la trasmissione "L'infermiera pupa e il dottore secchione", un talk show di divulgazione medica, aveva motivato così il suo atto di disobbedienza: "Sono due mesi che una stupida legge ci fa stare agli arresti domiciliari in attesa che arrivi l'estate, e allora voglio proprio vedere quei bambini che vivono in case piccolissime se accetteranno di abbrustolirsi tra quattro mura. Per adesso, tutti chiusi in casa assieme a genitori che non si ribellano! Io soffro a vedere che il popolo abruzzese, educato al culto della libertà, è diventato un gregge di pecore belanti che si lascia condurre da qualsiasi cane. Alzatevi, codardi! Andate in giro! Occupate i parchi! Sdraiatevi sull'erba! Fate l'amore!"

Al professore si potevano obiettare la violenza verbale e la sfrontatezza con la quale si spacciava per scienziato, ma non certo la mancanza di coerenza. Al primo parlare che si fece di coronavirus, fu uno dei più risoluti a dire che si trattava di un complotto che LORO avevano ordito per fare vaccinare tutti. Opinione che sostenne costantemente fino all'ultimo, con ragionamenti ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione.

"Solo chi si farà iniettare il LORO veleno potrà uscire di casa. I No Vax saranno reclusi finché non cambieranno idea".

Attorno a questa specie di guru – "de noantri" direbbero i romani – si formò una piccola setta di fedeli che lo celebravano per il coraggio di schierarsi contro la linea politica corrente. Uomini e donne di ogni età che lui affettuosamente chiamava "i miei scolaretti" e convocava il mercoledì sera nel retrobottega di un bar per istruirli a una guerra che si sarebbe prima o poi dovuta combattere: quella contro LORO.   

Chi fossero questi LORO, il professore non ha mai voluto dirlo, limitandosi a lanciare accuse generiche e mai provate, fumo negli occhi dei devoti.

In poche parole, non era il succo dei suoi discorsi a ingolosire, ma la buccia, l'involucro che conteneva il niente, o per meglio dire, un niente così copiosamente adornato che di nessuna cosa si poteva dubitare e di nessuna essere certi.

Fino a quando criticava l'allarmismo dei virologi, e lo faceva dalla tv del suo paesello, il professore trovava orecchi attenti e ben disposti, ma quando fu invitato a "Deguello", un programma della rete nazionale che prevedeva un duello verbale tra due personaggi, dacché la sua fama si era spinta fino a Roma, trovò un fiero oppositore dalla lingua sciolta, il virologo Filangelo Sboroni.

Il professore urlava, com'era solito fare, picchiava i pugni sulle cosce e strabuzzava gli occhi: "Il vero killer è l'industria farmaceutica che LORO manovrano! Io so per certo che un brevetto di vaccino per il coronavirus, depositato nel lontano 2015 sarà commercializzato nei prossimi mesi".

"Tutte corbellerie" replicò Sboroni. "Anziché pensare che, grazie a Dio, c'è qualcuno che s'ingegna a trovare strumenti per bloccare l'epidemia, lei accusa le aziende di avere generato la situazione attuale. Questo è ridicolo!"

Il professore era abituato ad avere il pubblico dalla sua parte. Senza una claque di fedelissimi, si sentiva come un pesce preso all'amo, come uno a cui avevano appena teso una trappola. Ma non si arrese: "Febbre, stanchezza, tosse secca, sono tutti sintomi rispettabili. Chi nega che possano esserci di queste cose, anzi che ve ne siano? Tutto sta a vedere da dove vengano. Io dico che la scienza è LORO, e voi scienziati siete i LORO schiavi più obbedienti, perché vi limitate a guardare con i microscopi e i cannocchiali, dimenticando che bisogna adoperare l'occhio della mente".

"Ciccotroppo, senta…"

Sborioni si esibì in un vecchio trucco da cabaret: storpiare il nome di un avversario per ridicolizzarlo.

"Ciccocioppo. Io sono il professore Ferrante Ciccocioppo".

"Mi scusi Ciccozoppo, non volevo offendere".

"L'ha fatto".

"Mi sono lasciato andare perché non sopporto gli sparafrottole, inventori di panzane mitiche".

"Ma come si permette?"

"E lei? Osa venire qui a raccontare le sue idiozie da complottista! Se ne vada!"

Messo all'angolo e ridotto a una macchietta, il professore non trovò di meglio che sciorinare i sacri dogmi del complottismo: "Stolto! LORO usano gli aerei per irrorare il cielo con alluminio e bario, due sostanze molto tossiche che, inalate attraverso l'aria, congelano la mente e precludono la nostra capacità di comprensione! E così la gente non capisce che le antenne del 5G servono a spedire nell'universo delle onde elettromagnetiche che spostano le orbite dei pianeti! Ed ecco che vengono a crearsi delle fatali congiunzioni simili a quelle che furono all'origine della peste raccontata da Manzoni nei Promessi Sposi!"

"E chi le sosteneva, un certo don Ferrante, non a caso suo omonimo, è passato alla storia come il primo morto di coglionavirus".

Sborioni fece una risata che non finiva più.

Anche al professore scappò di ridere, ma era una risata tutta nervosa. Con gli occhi fuori dalle orbite – più che mai – e il viso del colore di un gambero cotto, sbraitò: "Forse le è sfuggita la notizia che Bill Gates, uno dei principali finanziatori delle ricerche sul vaccino, aveva previsto l'epidemia diversi anni fa, aggiungendo che avrebbe ucciso 65 milioni di persone. Come faceva a saperlo? Semplice: glielo avevano detto LORO!"

"Ma loro chi?"

"Ehm, sì, ecco… LORO! Vorrebbero obbligare la popolazione a vaccinarsi e contemporaneamente intendono sterminarla per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici".

Il virologo sorrise con aria compassionevole, come si fa con un ingenuo un poco scemo. Disse: "Salvare e sterminare l'umanità. Non mi sembra che abbiano le idee chiare, questi tizi".

"Lei nega che ci siano degli uomini potenti che sono disposti a tutto, pur di guadagnare? O crede che stiano nelle loro megaville a far nulla, come tanti gatti addormentati al sole?"

"Guardi, caro mio, che a questo mondo tutti vogliono guadagnare. Chi non sogna una Ferrari? Forse qualche monaco eremita. Il resto dell'umanità, potendo scegliere, vorrebbe un sacco di quattrini, una casa lussuosa e un lavoro ben pagato. Ma non è questo il punto. Lei dovrebbe argomentare con nomi e cognomi, altrimenti, poniamo il caso che io volessi combattere al suo fianco, non saprei a che bersaglio tirare".

 "È lei che… lei… che non capisce. Lei è uno di LORO!"

"No", rispose il virologo, indicando il pubblico. "Io sono uno di loro".

Scoppiò un applauso scrosciante e interminabile, l'applauso più avvilente che il professore avesse mai sentito, e il duello si concluse per manifesta inferiorità di uno dei due contendenti.

Tornato al paese, si chiuse in casa e non uscì per una settimana.

Qualcuno cominciò a sospettare che avesse cambiato idea e seguisse passivamente le ordinanze del governo.

Ma no, si vergognava. Sciolse la setta, si rimise sui libri a studiare le sue amate pseudoscienze e poi, smaltita la delusione, riprese a uscire.

Convinto che il virus fosse una macchinazione, una banale influenza che i geni maligni dei LORO media avevano spacciato per un'epidemia, non ebbe più riguardo di sé stesso e degli altri. Anche se i suoi concittadini lo evitavano, preferendo cambiare strada piuttosto che trovarsi faccia a faccia con chi aveva screditato il paese in diretta televisiva, seguitò ad abbracciare chi non aveva voglia di essere abbracciato, strinse mani che non volevano essere strette e in meno di una settimana si ammalò e morì, come un eroe di Metastasio, dando la colpa a LORO.

E i suoi trecento libri? Sono in vendita su Ebay.

*Racconto ispirato alla figura di don Ferrante ne "I Promessi Sposi".