10 giugno 2024.

A un anno esatto dal giorno in cui le tre maggiori organizzazioni criminali italiane furono legalizzate e fondarono un partito politico, la notizia che rimbalza da un giornale all'altro è la nascita del nuovo governo presieduto dall'onorevole abruzzese Tonino La Magna, segretario del Movimento Unitario delle Mafie Redenti. 
I mafiosi hanno fatto il pieno di voti nelle regioni del Centro Sud, conquistando il 56 per cento su base nazionale e la totalità dei collegi uninominali in Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia. 
«La guerra tra mafia e istituzioni non piace a nessuno e non porta denaro», è stato il tormentone elettorale di La Magna. «Meglio cooperare e prosperare assieme».
Una settimana dopo le elezioni, il Presidente della Repubblica Romano Prodi, preoccupato dalla minaccia di rivolte popolari dei sostenitori delle mafie, ha acconsentito alla nascita di un monocolore mafioso che prevede l'istituzione di tre nuovi ministeri. 
Angelino Caratozzolo, ex latitante e capo del distretto mafioso di Castelvetrano, guiderà il Ministero delle Prostituzione e ha promesso una legge per la riapertura delle case chiuse, che saranno gestite dallo Stato e garantiranno un giro d'affari di 5 miliardi di euro l'anno; Franco Catanzaro, trafficante di droga e fisarmonicista del gruppo musicale Ndringhete 'Ndràngheta, si occuperà del Ministero della Psichedelia, assicurando la metanfetamina di cittadinanza a tutti gli italiani poveri e senza lavoro; Ciro Tuminiello, storico boss della Camorra ed ex campione europeo dei pesi medi, sarà a capo del Ministero dello Strozzinaggio con delega speciale al Recupero Crediti dello Stato. 
Sul muro della sede del Comune di Pescara, sulle centraline dell'azienda elettrica, sui piloni dei viadotti, sulle saracinesche abbassate dei negozi in vendita, è apparsa una scritta: «La mafia lavora e tace, il popolo sta in pace». Sono in tanti a pensarla così. Al telegiornale hanno detto che noi italiani cerchiamo la protezione di uomini forti. È nel nostro DNA. L'abbiamo fatto già con Mussolini, che godette per un lungo periodo di uno straordinario consenso popolare, e poi con Berlusconi, che al confronto di La Magna è un nonnetto buono e saggio. 

 © Il romanzo "La scuola di mafia di Gesù" è proprietà di Francesco Consiglio. Il copia-incolla è vietatissimo.