È la definizione tassonomica di una popolazione costituita per lo più da mezz'uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. L'homo sicilianus è in possesso di due istinti fondamentali che ne regolano il comportamento: l'istinto di dominio, che produce la mafiosità, e l'istinto di sopravvivenza, che lo spinge verso il leccaculismo.
Se andate a leggervi un qualsiasi studio sui flussi elettorali, scoprirete che la maggioranza dei siciliani non vota il partito che meglio può rispondere ai bisogni della gente, ma quello che si prevede vincente, perché questo buttanissimo popolo ha la convinzione che per sopravvivere bisogna farsi trovare dalla parte giusta, quella di chi comanda o è prossimo a farlo. E per salvarsi il culo è disposto a strisciare come un verme e leccare la merda dei potenti.
Eccezioni? Grandiose ma rare. E comunque io non ne facevo parte. Non sarei mai riuscito a urlare come Peppino Impastato in quel bellissimo film che è I cento passi: «Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce!»

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