Quando i ragazzi di Caceovo mi chiedevano se la mafia siciliana c'era veramente e che cos'era, io rispondevo: «È una soverchieria, come Tonino che ci fa il servizio». Ma se oggi mi chiedessero cos'è, risponderei con una storiella di Francesco Paolo Coppola, il boss mafioso italo-americano noto come Frank Tre Dita. Lo chiamavano così perché durante una rapina era rimasto con una mano incastrata dentro lo sportello di una cassaforte e si era mozzato mignolo e anulare per sfuggire alla polizia. Una volta, per spiegare cos'è la mafia a un giornalista che lo stava intervistando, disse: «Immaginate tre magistrati che lottano per un posto di procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell'appoggio dei partiti di governo e il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia». 
Chi era il mafioso in terza B? Era Tonino. Quel diavolo ci abbassava le mutande e ci metteva il sale in culo. Sentivamo le budella attorcigliarsi e niente, non riuscivamo a ribellarci. Al contrario, più Tonino si dimostrava violento e più cercavamo di ingraziarcelo. 

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